PROGRAMMA AMMINISTRATIVO DEL CANDIDATO SINDACO ALESSANDRO DE BASTIANI
PROGRAMMA AMMINISTRATIVO DELLA LISTA PARTECIPARE VITTORIO
PROGRAMMA AMMINISTRATIVO DELLA LISTA RINASCITA CIVICA

Chi siamo e cosa ci anima
Siamo un gruppo giovane e plurale, composto da persone di tutte le età che si sono sempre impegnate in questi anni per mantenere viva l’attenzione cittadina su quello che era di pubblico interesse per la Cittadinanza di Vittorio Veneto. Siamo un gruppo che include vittoriesi che conoscono il funzionamento di un Comune e che sono ben coscienti delle enormi potenzialità che se ne potrebbero ricavare. Siamo un gruppo con tante idee, che insieme al supporto attivo della cittadinanza spera di poter fare grandi cose.
Il nostro progetto vuole riportare al centro dell’attenzione le necessità dei cittadini e delle cittadine vittoriesi, ascoltandoli ed istituzionalizzando gli spazi di confronto fra cittadinanza ed amministrazione.
Vogliamo che la popolazione si senta coinvolta, per ricavare quante più idee possibili attraverso la partecipazione alle scelte che riguardano noi tutti.
Riteniamo prioritario salvaguardare e potenziare il patrimonio sociale, ambientale, culturale, abitativo della nostra amata città. Da questi inestimabili patrimoni possiamo ricavare energie vive, fresche, innovatrici.
Intendiamo difendere i servizi pubblici sotto attacco ad ogni livello, rendere Vittorio Veneto una città ancor più sicura e senza paura, una città attrattiva per i nostri giovani, una città serena, che guarda con fiducia al futuro.
Siamo convinti che sia necessario mettere a frutto la posizione culturale e territoriale strategica di Vittorio Veneto e dare soluzione alle problematiche ambientali esplose durante le precedenti amministrazioni e rimaste colpevolmente irrisolte.
Siamo consapevoli della necessità ridare dignità all’istituzione comunale, che altro non dovrebbe essere che l’espressione ufficiale della volontà dei cittadini.
Vogliamo recuperare spazi pubblici al momento vuoti, decadenti ed inutilizzati.
Dobbiamo dare un aiuto concreto ai cittadini in difficoltà.
Il tutto, ci teniamo a ribadirlo, ascoltando le istanze della nostra comunità. Siamo quello che nessuno a Vittorio Veneto, fra le altre forze politiche, ha intenzione e il coraggio di fare, perché è sempre più facile decidere in pochi.
Poichè noi vogliamo coinvolgere chiediamo più idee e più energie, e faremo di tutto per garantire ai vittoriesi di essere protagonisti.

Le nostre proposte per la città
1) Territorio, viabilità ed ambiente
Territorio
Vittorio Veneto è una città bellissima. La sua bellezza è la somma di un ricco patrimonio architettonico/culturale con una eccezionale struttura urbanistica policentrica caratterizzata dalla presenza dentro il tessuto urbano di aree verdi, urbane (parchi, giardini, broli, viali) e naturali (le colline che entrano in città). Il fiume Meschio si pone all’interno di questo sistema come asse di collegamento fra le parti della città e fra queste e gli ambienti agricoli e collinari.
In questo tessuto urbano il verde non è un “vuoto” da riempire, ma un elemento costitutivo, da preservare e tutelare da aggressioni derivanti da speculazioni edilizie ed inquinamento ambientale.
Per questo motivo, il nostro progetto persegue una politica ispirata al consumo zero del territorio, operando attraverso tutti gli strumenti normativi di competenza all’amministrazione comunale, facendo ovviamente salvi i diritti dei cittadini.
Più in generale, appare assolutamente fondamentale che la città si doti finalmente di un Piano di Assetto del Territorio (PAT), in cui si determinino le diverse direttrici di sviluppo del territorio e dell’edilizia urbana per i prossimi decenni.
A Vittorio Veneto, troviamo una grande disponibilità di edifici vuoti, dismessi e/o sfitti, sia pubblici che privati. L’esistenza di veri e propri scheletri urbani, spesso in aree centrali della città, ci appare inaccettabile, e ci anima a proporre soluzioni per il recupero al fine di sottrarli al degrado e all’inutilizzo; un’alternativa alla costruzione di nuove strutture, con conseguente consumo di territorio.
L’evoluzione demografica della città, che va nella direzione della diminuzione della popolazione residente, lascia presagire un ulteriore aumento degli immobili sfitti e/o dismessi. Ciò nonostante, il valore commerciale degli immobili e dei prezzi degli affitti rimangono al di sopra della media della zona, rendendo meno attrattiva la città sia per nuovi potenziali residenti, specie se di giovane età, che per nuove iniziative imprenditoriali che vanno a sostituire le numerose attività che hanno dovuto “abbassare le serrande” a seguito della crisi economica.
A questo proposito, il nostro progetto valuta la possibilità di intervenire con politiche di incentivi per calmierare i prezzi delle locazioni, anche con eventuali interventi di sostegno abitativo, attraverso la creazione di appositi contributi per i nuovi residenti e per nuovi nuclei familiari. Si rende necessaria l’apertura di un tavolo con l’ATER, al fine di migliorare per quanto possibile l’offerta di edilizia sociale in città. Una città solidale verso i cittadini in difficoltà è una città serena, quindi, nuovamente, attrattiva.
Le linee guida delle nuove previsioni urbanistiche si fonderanno sull’obiettivo di puntare a escludere nuova espansione edilizia e consumo ingiustificato di territorio, e non potrà prescindere da una approfondita analisi della situazione attuale con una seria stima delle cubature occupate e di quelle non utilizzate, attraverso le seguenti azioni:

  1. censimento degli immobili utilizzati e dismessi, delle unità abitative occupate e non abitate;
  2. obiettivo “Consumo territorio Zero” con la rinuncia a tutte le aree di nuova espansione;
  3. favorire la qualità della fruizione della città ai residenti migliorando la dotazione a servizi di verde e viabilità ciclopedonale: in questa prospettiva riteniamo necessario rendere i percorsi ciclabili e pedonali maggiormente strutturati ed interconnessi tra loro, non solo in città, ma anche verso i comuni limitrofi;
  4. favorire nelle migliori forme possibili il riutilizzo degli edifici dismessi;
  5. bloccare la proliferazione, per nulla inarrestabile e necessaria, di ulteriori centri commerciali, salvaguardando gli esercizi commerciali dei diversi quartieri, che svolgono una funzione sociale e di presidio del territorio, oltre che economica;
  6. mantenere e valorizzare tutti gli spazi verdi dentro e fuori città ed in particolare procedere alla creazione del Parco del Meschio, già previsto in precedenza e mai attuato, con accesso principale dall’ex caserma Gotti (che in parte potrebbe essere destinata ad area parcheggio) e relativo collegamento alla ciclabile tramite realizzazione ex novo di una passerella ciclopedonale, utilizzando eventualmente anche l’esistente passerella all’ex Mulino Bruni. Sarebbe questo uno dei nuovi varchi di collegamento tra la città e la pista ciclabile, nell’ambito di un più ampio progetto di aumento della fruibilità ciclistica della città;
  7. cercare, in accordo con il Demanio, la miglior soluzione per il riutilizzo delle ex caserme. Dato il numero rilevante di strutture presenti sul nostro territorio, si impone una preventiva ed accurata analisi delle aree in questione per stabilire lo stato di fatto degli immobili e dei terreni per poi procedere ad un piano organico di valorizzazione e di riutilizzo, favorendo il coinvolgimento nella progettazione il maggior numero possibile di soggetti pubblici e privati, enti universitari e professionisti, anche attraverso concorsi di idee. Si dovrà avviare una ricerca mirata delle risorse economiche utili per la realizzazione dei progetti scelti.

Mobilità urbana ed extraurbana
Riteniamo necessario ripensare la viabilità interna, dei sensi unici e dei parcheggi in collaborazione con professionisti esterni e/o dipartimenti universitari per avere una soluzione di insieme che parta, dati alla mano, dall’analisi della situazione dei flussi di traffico esistenti. Riteniamo anche necessario aprire un tavolo di confronto con tutti gli enti preposti al fine di potenziare il trasporto pubblico locale con riguardo alle tratte intercomunali tra Vittorio Veneto ed i comuni vicini, per venire incontro alle esigenze di giovani, anziani e di tutti coloro che, non automuniti, fruiscono di strutture e servizi nel nostro comune.

  1. Le priorità che per ora abbiamo considerato sono le seguenti:
    rivedere la viabilità di accesso a Ceneda, sperimentando anche l’inversione dell’asse di accesso al centro città e tenendo presente le osservazioni del consiglio di quartiere e dei cittadini residenti;
  2. affrontare la congestione del traffico che insiste sul centro di San Giacomo predisponendo tutte le azioni utili a ridurre il traffico veicolare, ricorrendo al potenziamento del trasporto pubblico (con corse aggiuntive effettuate da MOM in tutta la zona industriale e possibile fermata ferroviaria che serva la zona industriale), alla promozione di buone pratiche come il car sharing, all’espansione ed ottimizzazione degli attuali percorsi ciclabili, alla ricalibratura delle viabilità di accesso alla zona industriale (con possibile realizzazione della rotatoria su via Pinto/via della bressana);
  3. messa in sicurezza per pedoni e ciclisti e miglioramento della segnaletica orizzontale e dell’illuminazione nei punti più critici della città, in particolare nei quartieri di Costa/Meschio, Centro e della Val Lapisina, che sono stati segnalati nel corso degli anni dagli stessi cittadini e dai consigli di quartiere;
  4. individuazione di parcheggi scambiatori ad uso dei centri storici e del centro cittadino in corrispondenza dell’area Borca, dell’area ex lanificio Cerruti, dell’ex area Rossi, dell’area Fassina-Carnielli, utili in occasione di eventi sportivi e manifestazioni varie e collegati quando necessario con apposito servizio di bus navetta;
  5. impegno per liberalizzare il tratto autostradale vittoriese della A27, contestualmente alla realizzazione di un nuovo casello autostradale in Zona Industriale, e la definizione di una fermata ferroviaria, con richiesta di un maggior numero di corse giornaliere. Si tratta di questioni politiche, che troverebbero maggior possibilità di soluzione attraverso il coinvolgimento dei comuni limitrofi e delle realtà territoriali del bellunese. Crediamo che una cittadinanza attiva e mobilitata, la capacità di fare squadra insieme alle realtà produttive del territorio ed una pragmatica collaborazione tra i comuni dell’area del vittoriese siano i migliori strumenti possibili per dare una risposta ai problemi relativi al traffico e al trasporto in diverse aree a Nord e a Sud della nostra città e per migliorare la connessione fra Vittorio Veneto e l’infrastruttura ferroviaria esistente, anche in prospettiva di spostamento del traffico merci e persone su rotaia in luogo della gomma;
  6. valutare in maniera dettagliata la migliore soluzione possibile in merito all’uscita sud del Traforo di Sant’Augusta. Le eventuali decisioni ancora possibili saranno effettuate analizzando sia le proposte presentate da ANAS, che le eventuali alternative, ma solo a fronte di dati certi che tengano conto degli impatti sulla viabilità e sull’ambiente esistente, oltre che dei pericoli alla sicurezza di residenti e studenti che verrebbero recati dall’attuale ipotesi di sbocco su Via Carso. Tale progetto dovrà rientrare nella più ampia revisione del piano del traffico dell’intera città che tenga presente tutte le implementazioni previste.
  7. manutenzione dei sentieri e dei percorsi collinari: in quanto percorsi pedonali ed in parte ciclabili, siamo consapevoli che tali realtà debbano essere salvaguardate anche come attrattore turistico e di qualità della vita cittadina. Per questo motivo riteniamo necessario coinvolgere maggiormente cittadini, associazioni di volontariato e sportive, insieme a tutti i soggetti interessati nell’ambito delle loro competenze (Veneto Agricoltura, Carabinieri-Corpo Forestale ecc.), a partecipare attivamente alla conservazione di questa risorsa cittadina. Per gli interventi di manutenzione e ripristino delle zone più impervie, si valuterà la possibilità di affiancare agli enti preposti squadre di volontari o di professionisti stipendiati (costituiti in Azienda Speciale o Associazione), che sopperiscano alle funzioni e competenze in passato assegnate alla Comunità Montana, cercando nel contempo di creare sinergie utili anche con i comuni limitrofi per ottimizzare gli interventi nei rispettivi territori. Contestualmente si dovrà procedere alla posa di una adeguata segnaletica dedicata agli escursionisti, nonché all’adozione di una migliore strategia comunicativa ed informativa turistica, in modo da rendere più agevole la percorrenza dei sentieri a persone non del luogo.

Qualità del territorio e dell’ambiente
In una prospettiva di sostenibilità ambientale e di qualità della vita, riteniamo necessario evitare l’imposizione e la promozione di monoculture specifiche sia per salvaguardare la biodiversità delle nostre zone, sia per rilanciare le produzioni agricole autoctone che vengono via via abbandonate. In questa ottica consideriamo necessario uno stop immediato all’espansione dei vigneti nel nostro territorio, siano essi chimici o biologici.
Auspichiamo l’avvio della riconversione ecologica, che consideriamo necessaria ed urgente, dei vigneti esistenti, ed intendiamo promuovere una agricoltura sostenibile, responsabile e rispettosa del territorio e della popolazione che vi abita.
In tal senso intendiamo adottare misure di protezione speciali per asili, scuole e tutti gli altri luoghi sensibili con l’applicazione delle misure più efficaci possibili previste da leggi e regolamenti europei, nazionali e regionali.
Riteniamo non più derogabile l’implementazione di un Piano Antenne, necessario per regolamentare l’installazione di nuovi apparati trasmissivi sul territorio. L’amministrazione comunale, una volta dotatasi di tale strumento, per i poteri che le sono conferiti dallo Stato (tramite il Testo Unico sull’edilizia – D.P.R. n. 380) è in grado di obbligare i gestori ad installare le antenne solo nei siti previsti, negando al privato la facoltà di installarle in altri luoghi.
Nell’ottica di valutare le vulnerabilità del nostro territorio dal punto di vista sismico, riteniamo sia necessario approfondire maggiormente ciò che è avvenuto a Vittorio Veneto con lo studio di microzonazione sismica di primo livello, uno degli strumenti che rende più dettagliata la mappatura dei rischi naturali del territorio, e che concorre ad aggiornare gli attuali i piani di protezione civile. Tali piani devono essere fatti conoscere in modo più esaustivo alla cittadinanza con una adeguata e puntuale informazione, per cominciare a diffondere una cultura della Protezione Civile non solamente basata sul concetto di “emergenza” come è adesso, ma anche sul concetto di cittadino informato, consapevole e attore coinvolto in merito a queste problematiche e soprattutto sul concetto di prevenzione, aspetto assai trascurato sia a livello nazionale che regionale.

2) Interventi sociali e sanitari
Per Vittorio Veneto, la migliore garanzia di attrattività rimane comunque la dotazione di adeguati servizi pubblici. Intendiamo rilanciare la difesa dell’Ospedale di Costa, oramai apertamente sotto attacco.
In sinergia con Conegliano ed i comuni limitrofi, vogliamo contrastare la centralizzazione di reparti e servizi a Treviso, per garantire nella nostra area una efficiente risposta alle emergenze in campo medico/chirurgico, oltre che mantenere massima qualità per reparti oggi attivi (come ad esempio medicina generale, otorinolaringoiatria, ostetricia-ginecologia e rieducazione funzionale) e perché vengano mantenuti sul territorio il maggior numero possibile di servizi di prevenzione, con particolare attenzione a quelli tumorali e alle dipendenze (droghe, ludopatie, alcoolismo, ecc.). Per questo motivo riteniamo strategico anche il coinvolgimento diretto delle associazioni del territorio in progetti di aggregazione e prevenzione del disagio che si affianchino all’azione del servizio sanitario pubblico.
In modo del tutto simile non solo agiremo a difesa dell’asilo nido pubblico, ben noto per qualità e professionalità consolidate ma, in sinergia con i comuni limitrofi, intendiamo rilanciare e migliorare l’offerta attraverso la promozione ed ampliamento di un asilo nido intercomunale che possa essere funzionale non soltanto alle famiglie della città, ma che sia ancor più attrattivo per famiglie dei comuni limitrofi che per questioni lavorative gravitano su Vittorio Veneto.
In merito al tema del diritto alla casa, risulta imprescindibile incentivare la disponibilità di abitazioni a favore di giovani nuclei familiari e famiglie in difficoltà, in stretta collaborazione con l’ATER, sfruttando sia le proprietà comunali sia quelle dell’ente in questione, sempre nell’ottica di riutilizzo e riuso delle cubature esistenti. Intendiamo inoltre porre le questioni sociali in un’ottica universale: risulta necessario offrire programmi mirati rivolti a tutti i bisognosi indistintamente, evitando logiche nocive che altro non fanno che alimentare paura, insicurezza e disagio sociale.
Una particolare attenzione verrà posta alla tematica delle violenze di genere, problematica che anche nel nostro territorio si sta dimostrando diffusa, attraverso il potenziamento delle iniziative esistenti in materia.

3) Turismo, cultura, sport, attività commerciali
Turismo
Crediamo che una politica di sviluppo del turismo, sostenibile e di qualità, con tutte le sue benefiche ricadute occupazionali, possa contare sulle straordinarie tipicità della nostra zona. Siamo però anche convinti che le piccole iniziative locali non siano sufficienti a richiamare flussi turistici rilevanti, benché esse siano molto gradevoli per i residenti e per i turisti già in loco.
È opportuno pertanto favorire un sistema integrato di sviluppo del territorio al fine di creare un’area, un marchio territoriale, che diventi nell’immaginario collettivo una zona storica e ricca di suggestioni quale il Salento, il Trentino o le Langhe, esaltando in questo modo la nostra splendida posizione di crocevia fra Venezia e le Dolomiti.
L’ idea di marchio non riguarda solo la creazione di un logo, ma l’unione di un intero territorio. Una singola località, per quanto bella o con peculiarità particolari, non può competere con altri luoghi già conosciuti ed affermati, ma va inserita in un territorio più ampio ed in sinergia con altre realtà: solo in questo modo avrà una visibilità maggiore.
Per far questo bisogna intervenire per modificare l’attuale suddivisione turistica dei territori tematici. Vittorio Veneto attualmente fa parte della zona tematica delle Città d’arte e della Pedemontana e Colli. Quest’ultima però, che si sviluppa da Cordignano al Lago di Garda, non favorisce il nostro sviluppo turistico, in quanto le risorse vengo allocate prevalentemente nell’area vicentina.
Nel rispetto della Legge Regionale attualmente in vigore, intendiamo promuovere la nascita di un consorzio di imprese turistiche e ci impegneremo, insieme ai comuni e ai soggetti economici interessati che vanno da Cordignano a Valdobbiadene, ad ottenere dalla Regione il riconoscimento di un nuovo territorio tematico che valorizzi la nostra zona e che possa convogliare in zona tutti i finanziamenti possibili.
Sempre a questo proposito, sentiamo la necessità di rafforzare e migliorare il progetto del percorso cicloturistico Venezia-Monaco, al fine di integrare la zona Nord di Vittorio Veneto con i percorsi già esistenti nel territorio bellunese e della Vallata, oltre a promuovere lo sviluppo delle infrastrutture di accoglienza secondo la formula dell’albergo diffuso, tenendo anche presente la necessità di rendere finalmente operative infrastrutture realizzate e mai entrate in funzione come l’area camper a nord della città.
Sarà naturalmente necessario migliorare e potenziare la comunicazione ed in particolare il sito web dedicato alla promozione della nostra città: in esso dovranno apparire tutte le qualità di Vittorio Veneto, dal patrimonio storico, artistico e musicale, alla localizzazione geografica dei luoghi di interesse circostanti, alle qualità ambientali (fiumi, laghi, parchi), senza dimenticare i principali ed autorevoli personaggi storici.

Cultura
Va istituita la Consulta della Cultura quale organismo rappresentativo di tutte le realtà operanti nel territorio comunale; essa avrà la funzione di raccogliere le istanze provenienti dalle associazioni, fare per quanto possibile sintesi per portarle al confronto con l’amministrazione comunale.
Tale confronto deve consentire l’emersione di nuove proposte e la programmazione delle attività in funzione di un razionale utilizzo delle strutture, evitando al contempo sovrapposizioni di iniziative.
Si intende coinvolgere le scuole di musica del vittoriese per favorire sinergie comuni, al fine di ottimizzare le disponibilità necessarie per rilanciare eventi musicali di qualità, per recuperare quanto più possibile creato con il prestigioso Concorso Internazionale di Violino, allargando la prospettiva e l’interesse ad altri settori musicali o pensando a delle opportune attività, seminari e workshop estivi in questo ambito.
Verrà fatto un ragionamento organico sulla Biblioteca Civica e sulle altre sedi per le attività culturali, qualificandole in funzione del livello di necessità di uso, che siano di tipo espositivo, musicale, teatrale, cinematografico o divulgativo. In linea prioritaria, per garantire una maggiore efficienza ed evitare sovrapposizioni nella gestione degli spazi, a volte poco noti, prima di qualsiasi assegnazione ad associazioni, gruppi, società o singoli privati, si dovrà provvedere ad un puntuale censimento di tutto il patrimonio immobiliare pubblico esistente e trovare in questo le condizioni migliori per favorire le iniziative, pubbliche o private, in ambito culturale, sportivo, ricreativo o sociale, in un quadro di efficienza e di razionalizzazione dei costi.
Sia per le iniziative sportive che culturali risulterà fondamentale dare rilievo soprattutto a quelle attività che prevedano una durata di più giorni e che mobilitino un numero maggiore di visitatori da fuori città, rispetto alle iniziative di una giornata. Dopo la definitiva chiusura del Concorso di Violino, manca un evento, un festival, di carattere nazionale riconducibile alla nostra città.
A cavallo fra promozione culturale e turistica, proponiamo inoltre la collaborazione con altre amministrazioni comunali operanti in realtà di cospicua presenza di musei, al fine di creare sinergie che permettano la libera fruizione dei musei da parte dei cittadini dei rispettivi territori, sull’esempio attualmente in via di elaborazione da parte del comune di Mogliano Veneto. Risulta inoltre indispensabile inserire il nostro patrimonio museale all’interno di reti e circuiti museali, per poter usufruire in maniera continuativa e comunque non sporadica di allestimenti e mostre provenienti da musei di grande prestigio ed aumentare dunque la qualità dell’offerta attuale, spesso limitata a mostre di modesto richiamo turistico. In questa ottica riteniamo utile l’apertura di un tavolo con la Curia, al fine di integrare maggiormente nel circuito cittadino il Museo d’arte diocesano, e con la fondazione Minucci per valorizzare ulteriormente il patrimonio custodito.
Riteniamo infine necessaria l’individuazione di nuovi spazi da destinare ad aule studio per gli studenti, cercando così di dare soluzione al noto problema nell’ormai saturata Biblioteca Civica. In questa prospettiva, il possibile coinvolgimento degli studenti nella gestione responsabile degli spazi potrà contribuire a migliorare la fruizione degli spazi stessi.
Per quanto riguarda il futuro dei centri storici della città, si impone una riflessione sul futuro di Serravalle e di Ceneda. Per il primo, interessato delle modifiche di viabilità causate dall’apertura del traforo di S.Augusta, occorrerà pianificare la valorizzazione del nucleo storico e delle attività in esso presenti, sia attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori in gioco (residenti, commercianti, ecc.), che attraverso iniziative culturali di ampio respiro che possano rendere maggiormente attrattivi il teatro, le sedi museali e gli spazi espositivi oggi sottoutilizzati; per il secondo si pone la questione di trovare una destinazione per l’area Papadopoli (villa e parco).
L’area Papadopoli dovrà essere l’oggetto di un vero e proprio percorso partecipato di idee con la popolazione ed i vari attori in gioco, con il supporto di professionisti di settore, al fine di individuare la soluzione migliore per far rinascere questo fondamentale complesso. In questa direzione ci opponiamo alla svendita dell’area in parte ed in toto e ci impegniamo a cercare tutti i finanziamenti utili per recuperare e restituire la struttura alla città.

Sport
Come per gli altri settori riteniamo necessaria l’istituzione della Consulta dello Sport quale organismo rappresentativo di tutte le società operanti nel territorio comunale. Tale realtà avrà la funzione di raccogliere le istanze provenienti dalle associazioni e portarle a confronto con l’Assessorato allo Sport, al fine di una coordinata programmazione delle attività sportive, degli interventi da farsi sulle strutture sportive pubbliche esistenti, tenendo anche conto della presenza di strutture private e favorendo specifici accordi per la gestione delle strutture sia in modo permanente che temporaneo.
Verrà comunque predisposto un regolamento per l’utilizzo di tutti gli spazi pubblici che indicherà, costi, responsabilità, rotazione, anche in ragione della dimensione delle diverse associazioni e della loro presenza numerica sul territorio.
Al fine di sostenere e valorizzare la pratica sportiva giovanile, vogliamo realizzare un progetto indirizzato ai bambini e ai ragazzi dai 6 ai 18 anni volto ad incentivare il “Diritto allo Sport” mediante l’erogazione di contributi a sostegno delle spese per corsi di attività sportive. Il contributo sarà rivolto alle famiglie in difficoltà economica e andrà ad integrare la spesa per l’iscrizione dei figli ai corsi svolti dalle varie società sportive cittadine.
Anche la promozione turistica della città potrà essere incrementata attraverso l’ideazione e la realizzazione di eventi sportivi di richiamo, anche a scopo dimostrativo, con particolare attenzione a discipline meno praticate, oltre alle discipline meritevolmente diffuse dalle molteplici associazioni sportive presenti nel territorio.

Attività produttive e commerciali
Un elemento di primaria importanza, in un necessario confronto con le categorie produttive insediate nella zona industriale, è una seria riflessione sulla possibilità di riattivazione dello scalo merci ferroviario, soprattutto oggi, tenuto conto del continuo progressivo spostamento di merci, nei rapporti commerciali tra stati, dalla gomma alla rotaia. Questo sarà possibile in un quadro sinergico con il comune di Conegliano e gli altri comuni contermini, con i quali sarà anche utile avviare delle azioni coordinate presso l’ente Ferrovie per una stazione in zona industriale, e con la società autostrade per l’apertura di un casello nella stessa area.
È necessario rilanciare il piccolo commercio e le attività artigianali, fermando ogni ulteriore autorizzazione per l’apertura di supermercati e centri commerciali. Riteniamo utile il coinvolgimento in un gruppo di lavoro con le Associazioni di categoria e altri Enti sovracomunali, per individuare le aree con più difficoltà commerciale ed intervenire attraverso una serie di incentivi selettivi e programmati per favorire l’apertura di nuove attività. Questo genere di interventi, già attuato da moltissimi comuni di piccole e medie dimensioni, rientra anche in alcuni bandi europei e potrebbe trovare sostegno in istituzioni universitarie per una parte di progettazione.
Il comparto dell’artigianato va difeso e sostenuto in ogni modo. Va ricordato che l’artigianato, insieme al turismo, è il perno dell’economia italiana, ma oggi versa in uno stato di grande debolezza. Questa criticità deve essere affrontata in tutte le sedi opportune sia a livello regionale che nazionale ed europeo.

4) Partecipazione e trasparenza
La partecipazione dei cittadini all’attività pubblica sarà metodo di governo e principale priorità del nostro progetto. Il confronto costante con i cittadini organizzati e anche singoli, specie se portatori di professionalità o esperienze specifiche, è estremamente utile all’amministratore, sia per evitare autoreferenzialità e perdita del senso della realtà, sia per recepire proposte da realizzare ovviamente dopo opportuna verifica.

  1. Per rendere concreto questo ambito, proponiamo:
    ripristino dell’Ufficio di Relazione con il Pubblico (URP), al quale i cittadini potranno rivolgersi per avere informazioni sulle attività dell’amministrazione e su pratiche di immediato interesse per la cittadinanza, ferme restando le norme vigenti in materia di privacy;
  2. stesura ed approvazione di un regolamento per la gestione e l’utilizzo degli spazi pubblici, stabilendo modalità e tariffe di accesso nell’ottica di un razionale utilizzo di questi al fine di evitare sprechi, di ridurre i costi e di garantire trasparenza nelle assegnazioni;
  3. avviamento della sperimentazione del Bilancio comunale partecipato, riservando ogni anno per i quartieri una quota del bilancio per interventi da definire in collaborazione con i Comitati di Quartiere e la cittadinanza, che potranno anche avere un ruolo concreto nella gestione dei progetti in essere e nella gestione degli spazi;
  4. promozione di un servizio di volontariato civico come espressione del contributo dei cittadini al benessere della collettività e finalizzato a realizzare forme di cittadinanza attiva, di partecipazione e di solidarietà con l’obiettivo di radicare nella comunità forme di cooperazione attiva, rafforzando il rapporto di fiducia tra l’istituzione locale e i cittadini stessi. Abbiamo individuato nei “patti di collaborazione” lo strumento utile attraverso il quale il comune e i cittadini concordano gli interventi di volontariato prendendosi cura di piazze, giardini, parchi, riqualificando edifici pubblici e promuovendo servizi socioculturali;
  5. attivazione di un sistema permanente di organismi di consultazione e di democrazia partecipata, da convocare a scadenze prefissate, strutturato sia per settori (consulte dell’associazionismo culturale, dello sport, del turismo, del volontariato sociale, degli anziani, delle comunità straniere, forum giovani, ecc.) che per contribuire a programmazioni più ampie (per esempio progettazione/verifica delle azioni socio-culturali con rappresentanti istituzioni pubbliche e private; stati generali della città in vista dell’adozione e dell’implementazione del PAT);
  6. istituzione della Consulta dei Giovani, con la funzione di formulare proposte per la costruzione di progetti culturali, di prevenzione e di attività formative e professionalizzanti, di gestione di spazi dedicati, prevedendo in bilancio stanziamenti di appositi fondi;
  7. sperimentazione di un forum civico permanente, con funzioni di consultazione e di ascolto delle proposte direttamente espresse dai cittadini al fine di raccogliere e vagliare i pareri dei cittadini trasmessi in via telematica o con apposita cassetta;
  8. facilitare l’accesso agli atti da parte dei cittadini per garantire maggiore trasparenza riguardo all’accesso ai contributi erogati dal comune, incluse le regole e tariffe di accesso agli spazi pubblici assegnati in gestione a singole associazioni, da definire con delibera consiliare, onde evitare discrezionalità o privatizzazione dell’uso;
  9. rendere il Consiglio comunale uno strumento più efficiente e determinante, oltre che mezzo di informazione e di trasparenza per tutti pianificando in modo razionale la lunghezza dell’ordine del giorno e quindi delle sedute consiliari in funzione della complessità ed importanza degli argomenti trattati.

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